Cuqù

Giorgio Pemberton - Stella Duchamp

Cosa ascoltare quando si è troppo su

 Quando siete troppo su, ovvio, c'è qualcosa che non va. A breve, arriverà la fase down. Meglio non farsi trovare impreparati. Niente di più semplice che scegliere uno dei brani qui sotto consigliati e non fare nulla, se non ascoltare con attenzione. Attendere pazienti che melodie, parole e voci raggiungano il loro effetto: immergervi dentro una malinconia struggente ma costruttiva. Sperando di avervi suggerito mondi musicali poco conosciuti, al di fuori del tempo. Niente glamour. Nessuna concessione a ciò che è trendy in questo periodo. L'esatto contrario. Nemmeno il suono di una batteria o di una chitarra elettrificata.

 Piero Ciampi 

Certo che aiuta, a tornare giù. A guardarsi intorno, straniti. “Dunque, la realtà è anche questo.” Con la lucidità presa a prestito da questo livornese che molto fortunato non è stato, se non nell'aver incontrato sul suo cammino il direttore della RCA degli anni 80, Melis, il quale l'ha costretto a fare dei dischi, l'ha trascinato in sala di registrazione, gli ha messo accanto un arrangiatore molto capace, Gianni Marchetti e ha fissato nel tempo le sue canzoni. Offrendo uno stipendio ogni mese per permettergli di mantenersi in vita. Come anticipo su eventuali guadagni futuri che, infatti, non ci sono mai stati.

L’amore è tutto qui fa male quel tanto che basta per poi stare meglio.

 

Leo Ferrè 

L'elemento più sorprendente era il suo carattere. Quanto teatro c'è, nelle canzoni di Leo Ferrè. Un teatro popolare, che pare appena uscito dai vicoli stretti dei paesini della Provenza, a cercare il conforto della luce del sole, le grida dei mercati, i litigi furibondi nei cortili e sui balconi. Si canta per cercare amici, per stare in piazza fino alle prime luci del mattino a parlare di politica, a progettare viaggi in giro per il mondo, a non accettare la sorte per come si presenta ma adeguarla alle proprie idee, alle proprie ambizioni, piegarla addirittura ai propri capricci.

Avec le temps l'hanno cantata tutti. Piangendo, con un nodo alla gola. E hanno fatto bene.

 

Giovanna Marini 

Una delle donne più belle d'Italia. E più importanti, davvero, per l'intera musica italiana. La sua umiltà, la sua caparbietà, la sua fede politica, la sua travolgente passione per gli impasti vocali rigorosamente rispettosi della tradizione l'hanno condotta a mettere insieme un canzoniere infinito, ricchissimo di frasi e melodie che altrimenti sarebbero scomparse per sempre. Impossibile raccontare in poche righe tutto quello che ha fatto, nella sua vita e nella sua carriera.

I treni per Reggio Calabria è una delle canzoni più belle che siano mai state scritte.

 

Domenico Modugno 

Nella sua stagione d'artista ha avuto troppo successo e questo ha offuscato un po' il suo reale talento di narratore. Modugno era davvero il cantastorie per autonomasia, provvisto di una enorme simpatia e, allo stesso tempo, di tutta la melodrammaticità tipica della cultura popolare meridionale

Vecchio Frack è una canzone straordinaria. Sembra un cortometraggio, in bianco e nero. Girato da Vittorio De Sica subito dopo la guerra, quando la pellicola era poca e preziosa.

Tu sì ‘na cosa grande non è da meno.

 

 

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