Cuqù

Giorgio Pemberton - Stella Duchamp

La Posta del Cuore.

Scrivete a Giorgio Pemberton e Stella Duchamp.

(Se non sono in tournè vi risponderanno subito)

 

Spunti, suggestioni, scarabocchi, nella speranza di trovare prima o poi del buon materiale per scrivere canzoni d'amore in sintonia con i tempi che attraversiamo. Ammesso che sia un esercizio ancora possibile. Ammesso che riusciamo a intenderci sul significato della parola amore. Ammesso di non venire arrestati per schiamazzi notturni, dopo esserci intesi su questo significato. Infine, ammesso che comunque ne valga la pena.

 

Cari Pemberton e Duchamp

ho ascoltato con un certo interesse alcune canzoni del vostro CD. Le ho trovate per caso su Youtube. Non so se le riascolterei, soprattutto in certi momenti in cui chiedo e pretendo che la musica mi rilassi, ma alcune frasi mi hanno colpito. Fanno parte di un vissuto che non mi appartiene. Mi sono chiesto: dove vivete e come occupate le vostre giornate? Dove trovate il denaro necessario e soprattutto il tempo per dedicarvi a un'attività così superflua? Nessuno canterà mai le vostre canzoni ad alta voce, a una festa o con gli amici. Quindi, che senso ha?

Claudia Perissinetti – Foresteria Valdese di Luserna San Giovanni (To)

 

Cara Claudia

che senso abbia ce lo chiediamo almeno una volta al giorno, senza trovare mai una risposta soddisfacente. Con questa tua lettera hai colpito duro. Il denaro è finito e il tempo sta facendo altrettanto. Tra gli amici non ce n'è uno solo che sappia a memoria il ritornello di una nostra canzone. Le ascoltano solo quando vengono deportati a forza ai nostri concerti per fare numero. Non crediamo sia mai successo che, in un momento di noia, abbiano messo su il nostro CD. E stiamo parlando di amici veri, quelli molto vicini. Figuriamoci gli altri. Quanto influisce questo sulla nostra attività? In modo determinante. Infatti proprio l'altra sera, uscendo da un cinema, ci siamo detti: forse è arrivato il momento di smettere... Alle altre tue domande, perdonaci, preferiamo non rispondere. Non ancora, ecco.

Best regards

from Giorgio Pemberton & Stella Duchamp

 

Cari Giorgio e Stella

capitando per caso sul vostro sito ho letto con sgomento le vostre biografie. Non ho capito niente. Cioè, non ho capito che senso abbia fare questo gioco. E' ovvio che Stella non è la nipote di Marcel Duchamp e nemmeno Giorgio è un discendente del dottor Pemberton inventore della Coca-Cola. Chi volete prendere in giro?

Massimo Girotto – Pesaro

 

 

Caro Massimo

ci dispiace moltissimo deluderti ma non vogliamo proprio prendere in giro nessuno. Purtroppo, le nostre biografie sono tristemente vere. Solo che non ci crede nessuno. O meglio: non ci credono quelli che almeno una volta nella loro vita hanno sentito parlare di Marcel Duchamp, che non sono poi così tanti. Che sia stato poi il dottor Pemberton a inventare la Coca – Cola, invece, non lo sa proprio nessuno. Per cui, tu, sei uno dei pochi che finalmente ci fa questa domanda. E l'accogliamo con piacere. Senza entrare in dettagli familiari. Se provi a dividere in sillabe prima Pem-Ber-Ton e dopo Du-Champ scopri già un bel gioco ritmico. Ecco la ragione. Non ce ne sono altre.

Se ti capita, vieni ai nostri concerti. Dal vivo è un'altra cosa.

Tanti saluti

da Giorgio Pemberton e Stella Duchamp

 

Ciao, Stella e Giorgio

volevo sottoporvi questa situazione. Tre anni che ho una fidanzata. Mica male. Forse è un po' troppo piccola d'altezza, ma le forme sono proporzionate. Mi piace proprio. L'unica cosa che non sopporto di lei è la musica che ascolta. Solo roba degli anni settanta. Il rap le fa schifo. I cantautori italiani anche. Tutti. Ripeto: solo roba anni settanta. E il peggio: Pink Floyd, Genesis, Frank Zappa, Cream, Led Zeppelin, Small Faces, eccetera. Quando ci diamo dentro con le effusioni mette sullo stereo quella roba lì. E io non la sopporto. Non mi tira come tira a lei. Mentre le succhio il collo mi piacerebbe ascoltare Masini, che so, Luca Carboni. Ma non se ne parla. Quindi la mia domanda è: come si fa a uscire per sempre dagli anni settanta?

Plinio Giraudo – Mondovì (Cn)

 

Ciao, Plinio

forse non è possibile uscire persempre dagli anni settanta. Ma basterebbe farne a meno per un po', in modo da lasciare un piccolo spazio a chi tenta di inventare qualcosa di nuovo. Nessun riferimento personale, ovviamente. Forse hanno ragione coloro che sostengono che la musica più bella sia stata composta in quel decennio. Ma anche nel settecento, nell'ottocento, agli inizi del novecento. Melodie pregevolissime provengono dal cinquecento. Basta allargare un po' l'orizzonte. Gli anni settanta sicuramente sono stati più importanti degli anni ottanta, degli anni novanta e anche del primo decennio del duemila. Ma, forse, non degli anni sessanta. Quindi, magari, ci attendono canzoni straordinarie nel duemila e venti. Attrezzati a scoprirle.

Nel frattempo, se ti capita vieni ai nostri concerti.

Dal vivo ha tutto un altro sapore.

Tanti saluti

da Giorgio Pomberton e Stella Duchamp

 

(Le lettere per Giorgio Pemberton e Stella Duchamp vanno indirizzate a: Scuola di Teatro & Altro Maigret & Magritte. Corso Moncalieri, 190. 10133 Torino)

 

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