Cuqù

Giorgio Pemberton - Stella Duchamp

Fare quel tipo di musica.

 

Fare quel tipo di musica
Che strazia il cuore
Fino al punto di romperti le palle
Mais pourqua pas? On fait comme ca
Mais pourqua pas? 


Come un lupo ti morsica
tra strizza e dolore
fino al refrain poi ci lasci la pelle
Mais pourqua pas? On fait comme ca!
Mais pourqua pas? 

allora mi chiedo cretino
che gusto patire
questa canzone non fa per me
Mais pourqua pas? On fait comme ca!
Mais pourqua pas? 

Già la vita è meschina
ma basta subire
si prende il meglio che c’è
Mais pourqua pas? On fait comme ca! Mais pourqua pas? 


in realtà è andata che
un giorno ho perso un treno
e non so farmene una ragione
Mais pourqua pas? On fait comme ca!
Mais pourqua pas? On fair comme ca!

 

Ma io ho un’altra indole
Altro carattere altro mood!

A ccuoppo cupo poco pepe e cape
E poco pepe cape a ccuoppo cupo!
Siate belle Monachelle Pulcinelle
vere stelle mai zitelle sempre brille
pussi batti butta matti in petto
accatta scassa butta giù tutto
Perché poi chissà giacchè mai trallalà
Perché poi chissà giacchè mai trallalà 

Fare quel tipo di musica
Che strazia il cuore
Fino al punto di romperti le palle!
Uacciuariuà! On fait comme ca! 

Dimmi che tipo di etica
Se screzia l’umore
E tu vorresti qui solo tante farfalle!
Mais pourquai pas? On fait comme ca! 


Lassù nel cielo il nulla
solo stelle e le pesco
per l’orgoglio delle mie strofe.
Comme ca, ca va! Comme ca, c’est beau!


In realtà è andata che
Un giorno ho preso un treno
Ma non ricordo più la stazione
Comme ca, ca va! Comme ca c’est beau! 


A ccuoppo cupo poco pepe e cape
E poco pepe cape a ccuoppo cupo!
Siate belle Monachelle Pulcinelle
vere stelle mai zitelle sempre brille
pussi batti butta matti in petto
accatta scassa e butta giù tutto
Perché poi chissà giacchè mai trallalà
Perché poi chissà giacchè mai trallalà

Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Chi è?
Toc! Toc! Toc! Toc!
Toc! Toc! Toc! Toc!
Toc! Toc! Toc! Toc!
Toc! Toc! Toc! Toc!
Toc! Toc! Toc! Toc!

 

 

Qualcuno ce l’ha con me. Nulla di preciso, ancora. Ma c’è questa sensa­zione sgradevole. Qualcuno vuole farmela pagare. Lo sento. Ho fiuto, io. Vado in giro e mi guardo intorno, con attenzione. Mi pedina. Appena mi volto, si na­sconde. Mi legge la posta. Quando esco di casa, fruga tra i miei cassetti, alla ri­cerca di... Di notte, rovista l’interno della mia automobile. All’alba, sventra i sacchi della mia immondizia. Bene. Questo vuol dire che ancora non sa tutto. Ma prima o poi, lo scoprirà. Cosa? Non lo so. E’ proprio questo il bello. Tutti abbiamo qualcosa da nascondere. Ma... anche io? Sì! Okay, okay. Ditemi cosa, però. Io non lo so. Inavvertitamente, avrò offeso qualcuno? Sarà un ran­core antico o un rancore recente? Una faccenda politica? Vuoi vedere che qualcuno ce l’ha con me perché mi piacciono troppo il caciucco alla livornese, lo champagne, la micetta e la cioccolata? Via, non è credibile. A chi non piacciono? Dev’essere per qualcos’altro. E se fosse perché l’altro giorno in ufficio ho detto, ad alta voce, che mi sentivo meglio? Calma. Specifichiamo. Non ho detto che sono soddisfatto della mia vita, ci mancherebbe. Ho detto solo che andava meglio. Cioè, non ho il raffreddore, non ho avuto incidenti stradali di recente, non mi pende sul capo un mandato d’arresto e in banca mi rimane qualche soldo. Tutto qui. Pazzesco. Qualcuno ce l’ha con me. Ma uno solo o dieci, venti, trenta, una moltitudine? E se fossero tutti? Va bene, lo ammetto! Sono un rosicchiatore di unghie, soprattutto quelle dei piedi, un estimatore antico delle giarrettiere rosse, un colitico che sbava alla vista di una Porsche rossa. Ma non un fanatico cristiano integralista e nemmeno uno zoticone sessualmente represso. Esci allo scoperto, se ce l’hai con me. Mostra il tuo volto, affrontiamoci alla luce del sole. Anzi, no... Non farlo. Anch’io ce l’ho con qualcuno, adesso. 

 

 

 

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