Cuqù

Giorgio Pemberton - Stella Duchamp

Un minuto perfetto.

 

Sto vivendo un minuto perfetto
Finalmente non sono distratto
Mi piace la vita e la introietto
Scoprendo di esserne ghiotto
Sto vivendo un minuto perfetto
E non sono per niente strafatto
Mi godo questo lungo tragitto
Da qui a uno squisito concetto
la vita non è un bene astratto
contiene già in sé proprio tutto

Stuzzica stuzzica stuzzicadenti stuzzicacuori stuzzicadolce stuzzicasempre…
Mozzica mozzica mozzicaforte mozzicastretto mozzicabene mozzicasempre
Bazzica bazzica bazzicatanto bazzicameglio bazzicagiusto bazzicasempre
Ruzzola ruzzola ruzzoladove ruzzolasotto ruzzolasopra ruzzolasteso…

Ora viaggio in cicogna
Sopra una città sbronza
Che smutandata sogna
due millenni di vacanza

Sto vivendo un minuto perfetto
Navigando nel buio ad un tratto
Incontro il senso bello di tutto
cazzo ne sono proprio trafitto
Mi pensavo incapace sconfitto
Invece sono stupendo mi batto
non voglio il peggio del brutto
esser parte di questo misfatto
Non mi serve niente son gatta
Dalle insulsaggini mi dimetto

Stuzzica stuzzica stuzzicadenti stuzzicacuori stuzzicadolce stuzzicasempre…
Mozzica mozzica mozzicaforte mozzicastretto mozzicabene mozzicasempre
Bazzica bazzica bazzicatanto bazzicameglio bazzicagiusto bazzicasempre
Ruzzola ruzzola ruzzoladove ruzzolasotto ruzzolasopra ruzzolasteso…

 
 

Il Lago Nero. Val Maira (Cn). Settembre 2010. 

Forse un giorno vi capiterà di sedervi sulla sponda di un lago di montagna, in un giorno feriale mentre tutti sono al lavoro. Una giornata calma e gelida, con la luce del sole così nitida da chiedervi se sia davvero lo stesso sole che illumina anche le città. Il mondo sarà così silenzioso che potrete udire il movimento delle dita di una fanciulla tabagista lontana centinaia di chilometri men­tre sfrega un fiammifero per accendersi la prima si­garetta della giornata.

E allora vi ca­piterà di pensare che ne vale la pena, acci­denti se ne vale la pena. Eccome.

Anzi, è un miracolo inspiegabile quello che conti­nua a tenerci in vita e ossigena così bene la nostra mente tanto da permetterci di godere di quella azzurra immensità.

E’ vero, le gene­razioni pre­cedenti hanno avuto tante utopie e tanto entusiasmo. Diciamo pure, anche tanta fortuna. Picasso, Brigitte Bardot, Bob Dylan e i Beatles si sono divertite da matti a giocare con il mondo, ma poi l’hanno pagata con una tale mestizia che ancora oggi, quando vedo mio padre che legge il giornale immobile sulla sua poltrona con lo sguardo incredulo, mi viene voglia di comprargli un trenino elettrico o una chitarra.

Noi ab­biamo solo l’ironia. Non è granché. Ma aiuta.