Cuqù

Giorgio Pemberton - Stella Duchamp

Una proposta di matrimonio.

 

Vieni, mio uomo, lascia fare a me: affidati…
Compreremo un cascinale in Toscana
Circondato di vigneti, cipressi ulivi
E una dependance per i miei genitori anziani
No, i tuoi no, ti prego. I tuoi mi spaventano.

Passeggeremo un po’ ebeti tra le colline
In mezzo ai filari dei nostri rossi vitigni
ci nutriremo di ortaggi coltivati biologicamente,
racconti innocui battute scontate.
No, l’ironia no, ti prego. L’ironia mi spaventa.

Scenderemo in città solo per comprare
spartiti, libri, album da disegno,
o per accudire qualche anziana signora,
perché siamo comprensivi e generosi.

Vero che non abbiamo bisogno di altro, amore mio?
Vero che il mondo è brutto ma noi siamo belli, amore mio?

E se ogni tanto ti verrà un cruccio
Amore mio, lo caccio via, lo caccio via,
non agitarti, il tuo dottore sono io.

Vieni, mio uomo, lascia fare a me, affidati…
Insieme leggeremo tutti quei libri che
avremmo sempre voluto leggere
e li commenteremo ad alta voce…
No, Leopardi no, ti prego. Leopardi mi spaventa.

Compreremo un pianoforte bianco, a coda,
Avremo animali simili ad esseri umani,
figli con le guance rosse i capelli d’oro,
le pareti delle stanze tappezzate di orsetti
No, Picasso no, ti prego. Picasso mi spaventa.

Vero che te lo farai bastare per sempre, amore mio?
Vero, un amore così è tutto ciò che vuoi, amore mio?

E se ogni tanto mi verrà un cruccio
Amore mio, lo caccio via, lo caccio via,
non adirarti, sei solo tu l’eroe mio.

Vieni, mio uomo, e diffida…
Che il matrimonio ci protegga dalla banalità
Ci insegni a insultarci , a sputarci addosso
A non mummificare giorno per giorno il desiderio

Sì, fammi paura, ti prego
Adoro la paura che mi fai
Sì, fammi capire ciò che vuoi, ti prego
Adoro quando mi lasci senza fiato

Io provo angoscia, stupore, paura, smarrimento,
vivo nel terrore di una malattia o di un tradimento
invece vorrei diradare le ombre
sospendere ogni giudizio morale

Sì, dimmi che non mi concedo abbastanza, ti prego
Adoro fare di più se me lo chiedi
Sì, dimmi, questi baci, questa bocca, sei tu?
Adoro quando non ti riconosco più.

Non diventiamo due vite giudiziose
Ben scritte in bella calligrafia
Dove ognuno ribadisce d’aver fatto
il proprio dovere, e non è vero.
il dovere era scagliare in aria le nostre esistenze.

Sì, dimmi che bruceremo tutto, ti prego
lAdoro quel fuoco che hai negli occhi
Sì, risparmiami la farsa dell’amore nuziale, ti prego
Adoro quando perdi la testa.

siamo entrambi paurosi sprovveduti,
vendicativi sospettosi vigliacchi
è forse questa la vera ragione per cui,
quella volta, ci siamo piaciuti.

Sì, dimmi che mi vuoi diversa, ti prego
Adoro quando sei deluso
Sì, dimmi che ne amerai un’altra, ti prego
L’idea dell’altra mi aiuta.

E là dove la quarta parete un tempo è stata murata
Faremo entrare il puro e semplice profumo della vita
attraversando la sofferenza ma anche la bellezza
inciampando tra petali di rosa e tigri

finalmente adulti. 

 

Fontaine-de-Vaucluse. Villa Chante Coucou. Aprile 2011.

Grande amore, ti prego...

Sii breve ma efficace. Fa ciò che devi fare e vattene, prima che io mi accorga di essere ormai ridicola.

Grande amore, non tratte­nerti a lungo. Edifica, esalta, scolpisci, ammalia, seduci, colonizza, sconcia, devasta, umilia e distruggi, a tuo piacimento. Poi, basta. Quando ti accorgerai che della mia personalità sono rimasti solo alcuni frammenti sparsi ormai inutilizza­bili, vattene.

Grande amore, io ci sto a qualunque cosa e mi accontento di poco. Ho un ciclo regolare e la pressione un po’ bassa, ma posso tranquillamente fare lunghe passeggiate in montagna. Mi piacciono i Franz Ferdinand e Gabriel Garcia Marquez. Sono disposta a viaggiare, a patire un po’ di fame in cambio di tanta poesia, posso stare sveglia tutta la notte: insomma, sono una ragazza che sa adattarsi.

Ma tu, tu, caro grande amore, devi dimostrarti all’altezza del tuo ruolo ventiquattr’ore su ventiquattro. E cioè: mandarmi fuori di testa a suon di baci, ma intendo roba sporca e ben fatta, far esplodere la mia mente con frasi argute e fulminanti, sparare idee strepitose a ripetizione, esprimere una comicità tanto irresistibile da farmi fare la pipì addosso... Per tre mesi.

Poi, basta. Chiuso. Ciao ciao e vattene.  Te lo pago io il biglietto, per dove vuoi. Sii uomo fino in fondo: restituiscimi ad una vita tranquilla. Ma almeno una volta, nella mia vita, questa esperienza la voglio fare.

Vieni, grande amore. Sono pronta. Chiama a qual­siasi ora, an­che a notte fonda. Il numero del mio cellulare è... 

 
 
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