Cuqù

Giorgio Pemberton - Stella Duchamp

Viva la vita tutta intera. 

Viva la vita si prende per quello che è
si cerca inciampando il senso che ha
anche la fatica che fa questa luce
il timbro rauco della tua voce
cerchi la mia mano sono qui accanto
a condividere etica sogni ogni istante
non perderti ci sono tutti questi baci
Le mille ragioni per cui sai mi piaci

Viva ogni meraviglia ogni scommessa
L’affronto di mantenere una promessa
Cimentarsi nel paradosso dell’onestà
Per un traguardo perverso, la dignità
L’onnipotenza di mettersi a declamare
Tutto l’ecclesiaste pur di non dormire
Viva le malattie via l’arroganza
che duro lavoro un po’ d’intelligenza

Viva la morsa stretta dell’inquietudine
quando piove fa inverno e l’acredine
porta brutti ricordi antichi rimpianti
che ansia comunque sei qui e canti
viva l’ottimismo poi sia disperazione
la casa vuota disordine l’ostinazione
quanta rabbia fa questa stanchezza
immaginarsi altrove poi l’ebbrezza

arriva alle prime luci di un mattino
il creato è lì attende un inchino
sale dallo stomaco un antico rispetto
vita mi basti sai il tempo è maledetto
addirittura sale limpida la gratitudine
poi saprò far bella anche la solitudine
ma adesso sì ti tengo qui al caldo
a crescere in me capisci ti accolgo

viva quel lampo che fa ammutolire
voglia di piacere desiderio di stupire
dietro l’enigma sornione di un sorriso
le mie radici il mio senso il tuo viso
senti la mente come vola più leggera
e grida viva la nostra vita tutta intera
che da oggi sarà lieve calda generosa
con l’orgoglio di essere l’unica tua casa 

Piccola preghiera recitata a tarda notte, in Sansalvario, a Torino

Padre nostro che sei nei cieli.

Proteggimi dalla retorica, dai pregiudizi e dalla pigrizia: dammi un pizzicotto, ogni tanto. Fa sì che io riesca ad abbando­narmi alle tentazioni dell’ignoto: non dirmi verso dove devo andare, ma spin­gimi ad andare. Proteggimi dall’ignoranza, dalla smemoratezza, dai sensi di colpa e dagli eccessi di avarizia. Insegnami a mentire almeno per misericor­dia verso chi, di fronte alla verità, va in mille pezzi. Aiutami a ridere in pre­senza del dolore e a piangere davanti alla gioia, insegnami come posso la­sciarmi an­dare, finalmente senza inibizioni. Proteggimi dagli imbecilli, non metterli tutti nel mio quartiere.

Pa­dre nostro che sei nei cieli, mettimi strizza verso chi la fa sempre facile, verso chi ha sempre una soluzione, verso chi dorme sempre tranquillo, verso chi ama troppo e mettimi paura per il saldo che poi pretenderà.

Padre nostro che sei nei cieli proteggi la mia fantasia e i miei sogni, non farmi diven­tare solo una per­sona buona e utile. Aiutami ad essere una persona piena di contraddizioni, di malesseri, di invidie, di gelosie, di rabbie e di frustrazioni affinché i miei sogni non diventino mai un museo di banalità. Aiutami a scendere sotto la superficie, dove dimora l’autentica debolezza dell’essere. Aiutami a indi­viduare grandiose ricchezze là dove gli altri ve­dono solo innumerevoli mise­rie. 

Padre nostro che sei nei cieli.

Io sono un ricettacolo di spinte al sublime e ricadute nell’ovvio, non farmi mai mancare il piacere di questa lotta, non risolvermi quegli enigmi che mi tolgono il sonno, non gratificarmi, non darmi risposte, ti prego: lasciami errare alla penosa ri­cerca delle mie piccole verità.

           
 
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